In assenza della redazione di un testamento, alla nostra morte, sarà la legge a regolare i rapporti patrimoniali
Tutti possono fare testamento per regolare la sorte del proprio patrimonio dopo la propria morte. Unico limite, peraltro solo di efficacia e non di validità del testamento, è quello rappresentato dai diritti che la legge prevede per i cosiddetti legittimari: coniuge e figli ovvero – in mancanza di figli – coniuge e genitori.
Il testamento, fra l’altro, pur essendo ancora uno strumento poco utilizzato in Italia, permette a ciascuno, nei suddetti limiti (ossia, sia chi sarà chiamato a succederci, sia – in caso di pluralità di eredi – secondo quali quote ciascuno sarà chiamato), di decidere la sorte del proprio patrimonio dopo la morte.
Le possibilità offerte sono molteplici per cui il suggerimento è quello di rivolgersi a un professionista esperto in materia successoria, che potrà consigliare al meglio per dare così alle proprie volontà forma pienamente valida e giuridicamente efficace; se si sceglie di scrivere un testamento olografo (ossia il testamento scritto, firmato e datato interamente di pugno dal testatore) è sempre prudente lasciarlo depositato presso una persona di fiducia o depositarlo presso un notaio, per evitare che lo stesso possa andare perso o distrutto.