Il genitore deve vigilare ed educare il minore al corretto utilizzo di whatsapp

Visti i pericoli connessi all'utilizzo della rete telematica, i genitori sono tenuti ad educare i minori al corretto utilizzo di tali mezzi di comunicazione mediante una limitazione sia quantitativa che qualitativa all'accesso e condivisione di contenuti.

Dato atto che l’uso di internet e degli strumenti di comunicazione è sempre più diffuso tra gli adolescenti al fine di acquisire notizie ed esprimere opinioni, i minori sono esposti a pericoli a causa di un uso non corretto degli stessi. Se infatti è vero da un lato che il minore attraverso l’uso dei social esercita il proprio diritto all’informazione e alla comunicazione, tutelato dall’art. 11 della carta dei diritti fondamentali dell’UE e dalla Corte cost. che sancisce il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero, è anche vero che tale diritto va contemperato con la tutela della dignità del minore di età.

A tal proposito, è intervenuta anche la Cassazione (Cass civ. 19069/2006) che ha affermato la necessità di tutela del minore nel cyberspazio, facendo riferimento all’art. 16 conv. New York che sancisce il diritto del minore a non subire interferenze arbitrarie o illegali nella propria vita privata, corrispondenza o domicilio, e altresì a non subire lesioni alla sua reputazione e al suo onore. Pertanto, anche di fronte eventuali diritti costituzionalmente garantiti, quali l’informazione e la libertà di espressione, tutelare il minore nell’uso della rete telematica è un obiettivo prioritario indipendentemente dalle competenze digitali maturate.

Da ciò ne discende che, l’anomalo utilizzo degli strumenti telematici potrebbe essere sintomatico di una scarsa vigilanza ed educazione da parte dei genitori, i quali, sono tenuti a garantire un’educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche e, ad adempiere un’attività di verifica e controllo sul sano sviluppo psicofisico del minore.